parigi oh cara

 Carino il nuovo film di Allen, che diverte sollecitando un tema che penso colpisca soprattutto chi ha oltrepassato la mezz’età, e cioè la difficoltà di essere, vivere, comprendere la contemporaneità e dunque la tendenza o addirittura l’ossessione di ripensare con nostalgia al passato, idealizzandolo. Meglio ancora se è un passato che non si è vissuto e che, a posteriori, mostra tutta la sua gloria nelle arti e nella cultura.

Il protagonista, sceneggiatore aspirante scrittore, vaga dunque nella Parigi oh cara che il film mostra attraverso un caleidoscopio di cartoline all’inizio. I toni giallini delle immagini sembrano suggerire che siamo proprio dalle parti delle vecchie immagini d’epoca. Il mondo non è più così, ma quando siamo turisti in una città storica e importante, ci piace pensare che sia ancora un po’ quella della Belle Epoque o addirittura dei ruggenti anni ’20.

Il salto temporale, per lo scrittore Owen Wilson (che sa interpretare benissimo Allen, con gesti e espressioni di Allen da giovane) avviene come il passaggio di Pinocchio nel Paese dei Balocchi: a mezzanotte in punto passa un’auto d’epoca dentro cui ci sono personaggi che lo trascinano nel bel mondo del passato.

Sì, più bello il mondo di un tempo in cui gli artisti erano una compagnia povera, bella e talentuosa, mentre oggi sono tutti famosi già a dodici anni, cantando in qualche trasmissione televisiva e la profetica minaccia di Warhol o chi per lui è divenuta banale constatazione: il quarto d’ora di celebrità per tutti. Eppure, qui ci tocca stare e allora con un pizzico di speranza ci consiglia di vivere dove ci piace di più, in una città bella anche sotto la pioggia e in compagnia di qualcuno che abbia la nostra stessa sensibilità.

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1 commento
  1. Penso che sia il miglior Allen da diversi anni a questa parte. Mi piace questo finale aperto alla speranza. L’amore, così come in tanti altri suoi film, è la sola cosa in grado di dare un senso alla vita. Persino il “presente” vale la pena d’esser vissuto, se lo si fa insieme a chi adora come te Parigi sotto la pioggia. In definitiva, “basta che funzioni”… 🙂

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