paradiso

Paradiso amaro è il titolo italiano più evocativo e forse anche più pertinente di The Descendants di Alexander Payne, un film di quelli un po’ vecchio stile, con la star George Clooney, l’ambientazione semi-esotica nelle Hawaii, il tema doloroso collegato a un tema sociale (ecologista). Il nostro protagonista in altri anni sarebbe stato infatti Harrison Ford, specializzato in ruoli di vedovo, o anche Tom Hanks (eventualmente, in ruolo più muscolare Mel Gibson), e se si va ancora indietro nel tempo, addirittura all’arcaico Cary Grant, al quale Clooney somiglia sempre di più, pur essendo nettamente più bravo. Dalla sua, Clooney ha infatti una gamma espressiva assai più ampia del blocco facciale di Grant, ed è così bravo quando trattiene il pianto o la rabbia che ci si domanda perché dobbiamo vedercelo ogni giorno in tv o su you tube nelle pubblicità del caffé o dei telefonini, mentre con faccia scemarella ci dice “imajina”.

Il film ripercorre appunto il solco ampiamente collaudato dell’uomo ricco e di successo, improvvisamente colpito da un trauma (in questo caso un gravissimo incidente della moglie) che lo porta a ripensare alla sua vita, ai suoi valori e soprattutto ai suoi rapporti familiari. Ma il film non vuole essere il tipico drammone, cerca di alleggerirsi con i toni della commedia e il fatto che il quasi vedovo scopra che la moglie lo tradiva con una specie di Big Jim permette di far levitare la storia, creando una complicità tra il padre distratto e distante e la figlia in piena crisi adolescenziale di rifiuto dei suoi esecrabili genitori.

Intanto, sotto gli occhi dello spettatore si aprono visuali del paesaggio hawaiano, in certe parti ancora intatto, verde e blu, in stridente contrasto con le ville e i campi da golf e gli alberghi grattacielo pullulanti di bianchi grassi e sciatti, in ciabatte e capelli lunghi e sporchi, insomma i ricchi americani wasp che possiedono la ricchezza anche di queste isole. Senza accorgercene, siamo finiti in parte in una storia dalla morale ecologista, perché il vedovo avvocato non se la sente di vendere i suoi terreni ai soliti speculatori, e si prende il suo tempo per decidere a cos’altro destinarlo. Si spera, s’immagina, a una associazione ambientalista che ne faccia un parco naturale. Ma fin qui non si arriva, ci si ferma sull’immagine della famigliola di papà e bambine riuniti infine davanti al sacro focolare del televisore.

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1 commento
  1. Emma ha detto:

    Salve! Volevo consigliarle il film ‘Hugo Cabret’ nel caso non l’abbia ancora visto. Saluti Emma

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