i ragazzi scrivono

Il prossimo venerdì 2 marzo terrò un incontro nella Biblioteca di Ponte San Pietro (BG) rivolto a docenti, bibliotecari, operatori culturali, animatori sul tema della scrittura, naturalmente collegato alla lettura (l’incontro inizia alle 14,45, per informazioni contattate la biblioteca). Questo appuntamento, anzi, rientra nel ciclo di incontri che terrò nelle scuole venerdì e sabato con gli studenti, nell’ambito di un progetto di promozione alla lettura promosso dalla Biblioteca (Il tempo è LIBeRO)

Il tema è apparentemente semplice: I ragazzi scrivono.

La scrittura oggi sembra appannaggio di una moltitudine (“scrivono tutti”), non più relegata ad attività intellettuale o filosofica o puramente letteraria, e gode di una diffusione molto più ampia, persino diretta, senza mediazioni (e bocciature) editoriali, perché chi vuole può scrivere e pubblicarsi il suo libro in formato cartaceo o digitale e venderselo in proprio. Siamo nell’era della totale democrazia letteraria.

Con questo, permane il problema che scrivere non significa saper scrivere. Sarà una banalità, ma gli errori “del discorso” (sintattici, grammaticali, ortografici) provocano una grande fatica nell’espressività (figurarsi nella lettura), ottenendo spesso risultati molto lontani dalle proprie intenzioni (non si fa ridere o non si fa commuovere, si pensa di essere poetici e si risulta melensi, senza accorgersene si usano frasi fatte, luoghi comuni, o si tenta il volo pindarico fuori luogo).

Che discorso da prof, vero? Ma come si fa a escludere la parte linguistica, parte integrante se non addirittura sostegno della narrazione? In ogni caso, anche con una buona idea in testa, impegnarsi nella stesura di un racconto senza averne gli strumenti e soprattutto un po’ di conoscenza letteraria, comporta la difficoltà di gestire e controllare la struttura della storia, con il rischio di salti di scena, personaggi descritti nei minimi dettagli e poi scomparsi nel nulla, situazioni che si ripetono, errori madornali nell’ambientazione, inverosimiglianza, descrizioni piatte e noiosissime, che vanno avanti per pagine e pagine oppure pagine e pagine di dialoghi simili a canovacci teatrali.

I ragazzi, ma direi soprattutto le ragazze scrivono se e quando sono ottime lettrici, attente, scrupolose, riflessive, acute conoscitrici delle differenze tra narrazioni diverse. Non c’è scampo: per scrivere, bisogna allenarsi leggendo. Un buon testo, un racconto scritto bene è il traguardo di ogni scrittore.

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