girovita

Appena ho finito di leggere, ieri, un’intervista con uno dei capi della Mondadori che commentava la rivoluzione digitale minacciando in pratica gli autori di rassegnarsi a chiedere meno anticipi e di non sperare di vivere facendo l’autore (ci sarebbe da dire: anche i manager guadagneranno meno, allora? Anche loro faranno un doppio lavoro?), mi sono scaricata e ho letto d’un fiato un libro pubblicato da Amazon, in esclusivo formato Kindle, quindi senza alcun bisogno dell’editore, meno che mai di quello che, come capo assoluto, ha una tipa che si chiama M come la capo di James Bond, ma che invece di far parte di un’intelligence, è lì soltanto perché figlia di un potentissimo padrone, persino ex capo del governo.

Insomma, mi sono scaricata sul Kindle “Come salvarsi il girovita” di Guia Soncini, brillante giornalista che ogni tanto leggo sul D della Repubblica. Lettura disimpegnata, un po’ più lunga di un articolo, ma più veloce di un romanzo, che fa sorridere perché tratta un tema che riguarda tutte le donne, anche quelle che fingono di non averlo: la taglia e il rapporto nevrotico con la dieta. La simpatica, buffa, sincera Guia racconta della dieta più famosa ella moda, la Dukan (milioni di copie del libro vendute), racconta del sogno della taglia 40 inarrivabile nei paesi dove trionfa il carboidrato e il fianco largo, racconta di quarantenni come lei che provano a dimagrire, sognano di dimagrire e si comprano abiti meravigliosi in gruccia e che tirano da tutte le parti quando li indossi. Ma queste quarantenni sono sorelle minori mie e sorelle maggiori di trentenni e pure ventenni assillate dall’icona perpetua di Audrey Hepburn, secca che più non si può, adorata da donne, gay e stilisti, mentre gli uomini hanno sempre preferito il tipo Monroe o Loren o Jonasson o Bellucci, cioè in carne, meglio se fa tirare i vestiti nei punti strategici.

Guia Soncini svela il segreto che noi tutte sappiamo da un pezzo: le magri naturali non esistono. Sono quelle perennemente a dieta, talmente a dieta che ormai se mangiano un cucchiaino di tirmaisù hanno una crisi glicemica. Ricordo quando ho letto, diversi anni fa il bellissimo libro di Fatema Mernissi “L’harem e l’Occidente” in cui l’autrice araba ci metteva in guardia: anche nei paesi occidentali esiste l’harem, il luogo chiuso, segregato, la prigione delle donne. Solo che qui lo chiamiamo taglia 40.

 

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