lake to lake

Dal Lago di Como, dov’ero ieri, sono adesso sul Lago d’Iseo. Stamattina ho incontrato i ragazzi delle scuole medie di Costa Volpino (BG) e stasera ci sarà una serata dedicata ai genitori sulla lettura.

Quando leggo e sento le lamentele, le preoccupazioni, intorno allo stato della lettura in Italia, penso a quanto lavoriamo insieme da tanti anni, autori bibliotecari insegnanti librai animatori. Un lavoro a tappeto, concreto, quotidiano, fatto di progetti che partono dalla base (dalla scuola, dalla biblioteca, dalla libreria), con la grande passione di chi lavora a stretto contatto con i ragazzi, con i bambini.

Poi leggo che si scrivono appelli, leggo che si fanno paragoni con paesi a lunga e consolidata e ricca tradizione non solo letteraria, ma editoriale, bibliotecaria, come l’Inghilterra. Si dimentica che dal 1995 al 2001, poco più di un quinquennio, si era smosso qualcosa, si era proposto aggiornamento sulla letteratura agli insegnanti, si era cercato di realizzare un progetto per le biblioteche scolastiche, in seguito soppresso, fino alla penosa situazione odierna in cui i rari e intrepidi addetti alla biblioteca scolastica (dove c’è) sono stati rimandati in classe.

Insomma, sono più di dieci anni che manca un progetto vero, condiviso, nazionale, magari ministeriale. Si fa quel che si può con i pochissimi mezzi a disposizione, con tagli alle biblioteche che rasentano la chiusura di strutture che invece sono frequentatissime, luoghi che offrono accoglienza, informazione, proposte culturali, oltre che, naturalmente, libri, consigli, navigazione Internet, CD e quant’altro GRATIS:

Quando ci domandiamo perciò perché i ragazzi sono restii a leggere, perché ancora gli e-book non sono decollati, perché un libro si porta ancora addosso l’alone di chissà quale fatica, quale martirio, la colpa non è del libro, di una storia bella o brutta, dell’antipatia dell’autore, e il problema non è offrire libri sempre più facili, sempre più stupidi, più simili alla televisione. Il problema è il contesto: un lettore si sente un pesce fuor d’acqua in un paese dove leggere non fa mai condivisione e neppure mai moda.

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