salone ai giovani

Entrando, salta all’occhio di chiunque: il Salone del Libro di Torino è affollato dai ragazzi e dai bambini. Se non ci fossero le scolaresche, probabilmente i corridoi sarebbero vuoti e gli stand languirebbero, visitati giusto da sparuti e poco motivati lettori. Invece, i bambini con gli zainetti e i cappellini colorati sciamano, si passano i libri di mano, sfogliano, comprano, riempiono sacchetti e borse, allegrissimi. Vanno ai laboratori pieni di entusiasmo, fanno domande agli scrittori, si mettono in coda per gli autografi. I ragazzi delle superiori ascoltano la musica, si fotografano accanto ai “totem” degli scrittori, si siedono sulle pile dei volumi, provano il kindle, ululano tipo concerto rock a Rita Borsellino.

Volete un ritratto dei lettori? Eccolo: giovani, giovanissimi, piccolini, disciplinati e curiosi. Ovviamente insieme ai loro pazientissimi insegnanti.

Ma la letteratura per ragazzi, quella è ancora un rebus. Malgrado tutta questa folla di piccoli e meno piccoli lettori, gli addetti ai lavori, i giornalisti, la comunicazione tutta si occupa soprattutto di autori per grandi, per quelli che non leggono un tubo.

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