parresia

Ovvero: la libertà di dire tutto, di dire la verità.

Ecco il tema forte dello spettacolo “Indignati” che è stato messo in scena ieri sera in occasione del Liberfest da Stefano Massini con tre sacerdoti e una suora. Tre preti che vivono in comunità di periferia, che non hanno paura di dire la verità e che si impegnano nelle loro comunità anche a schierarsi apertamente contro l’ingiustizia persino della stessa Chiesa. Una suora domenicana, ottantenne, che non tace.

Don Andrea Bigalli, don Fabio Masi, don Alessandro Santoro e suor Stefania Baldini sono l’esempio di quella testimonianza, del valore della fede quando è fiducia nelle persone, nell’umanità, quando è comprensione e accoglienza senza condizioni, e quando quella testimonianza diventa parresia, non tacere, non essere omertosi, non avere paura.

“Mettiamo in chiaro” dice Savonarla dopo cinquecento anni “io se predico, predico. Non devo carezzare nessun potente…. Si mettano in testa, i potenti, che quel potere non li autorizza a niente: dovreste esser servitori, non padroni. Ricordate che dovete curare solo le vostre cose che fanno il bene comune, mai le vostre proprie.”

Davvero cinquecento anni? Non l’altro ieri? Certo, la riscrittura operata da Massini rende il testo attuale, potentissimo. Chi volesse leggerlo, può procurarsi il volume “Io non taccio”, edito da Feltrinelli, dove le prediche di Savonarola sono lette da un prete speciale, combattivo e indomito:  Don Andrea Gallo.

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