sfumature

Ecco qua la scrittrice di Fifty shades of Gray, tradotto in italiano, giustamente, con Cinquanta sfumature di Grigio (Mondadori). Se non che Grey è il cognome del bellissimo e tenebroso giovane industriale che ammalia la romantica e innocente Anastacia, che proprio perché è giovanissima e inesperta e casta, riesce a frantumare la corazza d’acciaio dentro la quale sono sepolte le cinquanta ombre che compongono la personalità dell’uomo tanto bello quanto pericoloso, e mi viene da dire as usual.

Perché quella che sto leggendo, e pure avidamente come tutte le signore che si sono gettate a pesce su questa storia romantica e inquietante, non è altro che una rivisitazione, forse l’ennesima, de La Bella e la Bestia, con un tocco di Barbablù. La Bestie ovviamente è lui, ricchissimo principe nella moderna forma dell’amministratore delegato di una propria azienda, la Bella e buona è lei, e come sempre la Bella e buona, attraverso l’amore vince la resistenza e la malvagità riposte nella Bestia che, povera bestia, tale è per via della solita mamma cattiva e di un’infanzia assai orrenda. Purtroppo la psicoanalisi ha rovinato la brutalità diretta delle fiabe, fornendo sempre chiavi interpretative celate nell’infanzia.

Dicevo che sono storie da signore mature. Perché c’è qualcosa che non quadra per le ragazze e cioè l’illusione che si possa guarire un pervertito, si possa addomesticare una bestia grazie alla purezza di cuore (e di fisico, la nostra eroina è una vergine come nelle saghe medievali). Questa bella e consolante idea va bene per le storie, per le fiabe. Nella realtà gli stalker, gli ossessivi, i maniaci, si sa bene cosa finiscono per fare alle donne: le ammazzano.

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2 commenti
  1. Chiara ha detto:

    E da martedì è arrivato anche il secondo volume….ma le saghe sono già nella mente degli scrittori o ci pensano dopo il successo??Ciao Paola!Buone vacanze!

    • Ciao carissima! Infatti sto già leggendo il secondo volume in inglese, l’ho scaricato come faccio sempre con i libri in lingua straniera, costano molto meno e arrivano in un lampo! Credo che in effetti le trilogie nascano già con questa idea, soprattutto se scritte da autori di serie televisive, come l’autrice americana. Ormai un romanzo da solo funziona soltanto se è letteratura, o vi si avvicina. Per la narrativa, soprattutto di questo tipo, la fidelizzazione e la continuità sono vincenti: non vendi più un prodotto solo, ma come minimo due, poi quasi sicuramente tre. Ti auguro buone vacanze di relax, letture e belle idee! Un abbraccio, Paola

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