young adult

L’estate è l’occasione buona per vedere film persi al cinema, almeno per me che non sempre ho occasione di vedere le ultime uscite. Oggi poi un film rischia spesso di non apparire proprio al cinema, e passare direttamente nella versione HD. Magari è il caso di questo film di Jason Reitman, Young Adult, con una strepitosa Charlize Theron che interpreta la parte di una scrittrice di libri per ragazzi. Che dite? E’ per questo che mi sono incuriosita? Un po’ per questo, un po’ perché la sceneggiatura è della scrittrice/blogger Diablo Cody, autrice del film premio Oscar Juno, un po’ perché dal trailer mi è sembrato un bel film, una commedia dolente e ispirata.

Ora però c’è un piccolo problema: la trama è di per sé abbastanza banale. La scrittrice quasi quarantenne e insoddisfatta, sola, nevrotica, torna nella sua cittadina natale per ritrovare un amore di gioventù che invece è felicemente sposato e neo padre. La grande fantasia della scrittrice galoppa fino a immaginare di iniziare una vita meravigliosa con quel suo ex boyfriend, benché lui le mostri una cortese ma disinteressata attenzione. Infine, il velo si strappa e la protagonista apre gli occhi e decide di tornare a casa sua, più solida e forse matura.

Dicevo che la trama è appunto niente di che, ma il film è di grande spessore, grazie alla qualità dell’interpretazione della Theron, che sa usare un registro espressivo molto vario e profondo, e soprattutto grazie a quella che la critica cinematografica definisce “scrittura filmica” e che è il risultato di tutti gli elementi di un film a partire da una buona sceneggiatura, una buona regia, un’ottima fotografia, la capacità degli attori di calarsi nella parte e far sì che anche una storiella assuma profondità e ironizzi persino sullo stereotipo del film generazionale.

Che sia la scrittura il fondamento del film, è palese non solo dalla scelta del personaggio, ma dal “farsi” di una storia che la protagonista sta scrivendo sul suo portatile nel corso del suo viaggio a ritroso, attingendo da dialoghi rubati alla strada e alla sua illusione, ricamando realtà e finzione attraverso la sua immaginazione. Perché è immatura e squilibrata, non ha ancora avuto il riconoscimento del nome e si limita ad essere “ghost writer”, ma sa scrivere e alla fine, abbandonate le fantasie disturbanti, a quello la bella ex reginetta del liceo resta solidamente attaccata, come perno della sua esistenza.

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