rock anni ’80

Ho visto che tornano di moda gli anni ’80. Chissà perché. Non c’è stata moda più brutta di quegli anni: giacche con spalle da rugby, capelli fonatissimi, pantaloni corti alla caviglia con calzini bianchi e scarpe college. In più, l’esplodere di una televisione commerciale di basso livello, l’arrembaggio di giovani detti “yuppie” spregiudicati e cinici, un periodo che non ho mai capito perché si dice “spensierato”. Io ero ragazza allora ma ho sempre avuto molti, troppi pensieri.

E poi la musica. In quegli anni attaccarono tutti con l’elettronica: basta suonare gli strumenti e dal vivo, poi! Alla fine degli anni ’80 nacquero anche le boy band, di ballerini che non suonavano, casomai cantavano, e i concerti diventarono spettacoli di danza pop. Ma qualche irriducibile se ne stava aggrappato al rock and roll e forse è riuscito a traghettare questa musica fino agli anni ’90 per permettere di risorgere a gruppi rock e punk rock. So che ancora, a ormai più di vent’anni dall’esordio, i ragazzi di oggi ascoltano i Greendays.

Insomma, l’operazione del film Rok of Ages di Shankman è quella di ricordare gli anni ’80 della resistenza rock and roll, in un locale un po’ lugubre com’erano quelli rockettari, con tutte le accuse che questa musica si è sempre trascinata dietro, dal traviare i giovani con messaggi pericolosi sulla libertà soprattutto sessuale fino al satanismo. La storia infatti ripercorre certi musical anni ’80 con l’amore tra due ragazzi aspiranti cantanti, lei venuta dalla provincia, lui chitarrista sotto le mentite spoglie di barista, e l’opportunità offerta dal locale frequentatissimo, dove arriva la massima star, il leader degli “Arsenal”, credo citazione degli Aerosmith, vista anche la somiglianza tra Tom Cruise, qui in una delle sue migliori interpretazioni, e Steven Tyler, il cantante. Ovviamente, il film è assai ironico, a partire da Cruise tutto tatuato, sempre a petto nudo, adorato da tutte le donne e completamente sballato. Il povero Alec Baldwin, star patinata di quegli anni, è qui un bolso proprietario di bar, che finalmente dichiara il suo amore gay per il suo socio (anche qui cantando e ballando, scena divertentissima). E Catherine Zeta-Jones appare nelle vesti della bigotta moglie del sindaco proibizionista, per nascondere un suo avventato passato da groupie. C’è pure Mary J. Blige nelle vesti di maitresse di un locale di lapdance.

Spettacolo tratto da Broadway, è un musical ironico e molto sfavillante, che credo sia passato come una meteora dalle sale prima dell’estate, così se proprio uno è curioso, se lo vede, come ho fatto io, in rete.

 

 

 

 

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