raccontaballe

immaginarioQualche tempo fa ho recensito “Imaginary friend” auspicando che qualche editore lo pubblicasse in italiano. Ebbene, Giunti lo ha tradotto e pubblicato a settembre 2012 (mi scuso per la mia scarsa informazione) e me ne felicito per due motivi: il primo perché è un bel libro per tutti, non solo per ragazzi, il secondo perché Giunti è l’editore con cui pubblicherò tra pochi mesi una serie dedicata alle ragazzine. Dunque, penso di aver scelto bene.

Già che ci sono, voglio parlare di questa collana “Extra” per gli adolescenti, nella quale è inserito “L’amico immaginario” e dove troviamo anche il romanzo di successo “Oh Boy!” (2008) di Marie-Aude Murail, una storia commuovente e umoristica, premiatissima anche in Italia.

Non è facile oggi proporre e stimolare alla lettura i ragazzi che hanno oltrepassato i quattordici anni.sparare balle Sembra che la lettura non faccia più parte delle loro preferenze, convogliate soprattutto nei social network e nelle chat veicolate dagli smartphone. Non ha molto appeal neppure la lettura su tablet, riservata ai lettori fortissimi. Dunque, una collana per adolescenti oggi fatica a emergere sugli scaffali delle librerie. Peccato, perché incontriamo gran belle storie, con personaggi che sanno trasportarci altrove, che sanno farci vivere esperienze speciali (come Oh Boy!) o che raccontano storie di sentimenti e relazioni tra ragazzi, come “L’arte di sparare balle” di Jordan Sonnenblink (2011), con un ragazzino di origine cinese, San, che si inventa “maestro zen” per conquistare l’affascinante Woody (soprannome di Emily, in onore di un cantante folk americano che lei ama suonare).

Insomma, non è solo un peccato: è un oltraggio che ai nostri ragazzi sia sconosciuta e dunque negata la strada che può farli smettere di rimbalzare come palline di un flipper da un emoticon all’altro, da un negozio o da un bar all’altro, per accedere e impadronirsi delle parole che esprimano l’interiorità, la complessità delle emozioni, un modo per uscire dal solipsismo e da un infelice consumismo.

 

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3 commenti
  1. Annalisa ha detto:

    Gent.le signora Paola
    mi chiamo Annalisa, ho 45 anni e due figli adolescenti.
    Concordo con lei quando dice che è difficile coinvolgere i ragazzi nella lettura, ma è grazie a professionisti come lei che spesso si riesce nell’intento.
    Sta a noi “educatori” indirizzarli e fornire loro gli strumenti adatti a coltivare la passione per la lettura. Io ho sempre regalato libri ai miei figli, sin da piccoli e ora vedo il loro entusiasmo quando iniziano un nuovo racconto e la loro soddisfazione quando lo terminano.
    Nonostante i consigli la scintilla non scocca automaticamente, almeno non per tutti.
    Per mio figlio più piccolo inizialmente ero io che leggevo, anche se lo sapeva già fare (era più comodo). Con il tempo sì è reso autonomo ed ora, anche se non li “divora” come fa sua sorella, ha l’abitudine di leggere prima di addormentarsi.
    Per questo la ringrazio e la saluto con stima e simpatia.

    P.S.
    È la prima volta che scrivo su un blog. Che mi stia… convertendo alla comunicazione informatica?

    La

    • Gentilissima Annalisa, grazie per la sua preziosa testimonianza. Il piacere della lettura nasce in famiglia e in questo modo cresce più facilmente e rapidamente. Purtroppo non in tutte le famiglie, e neppure nella maggioranza. Così la scuola deve sopperire a una carenza, e se anche la scuola desiste – per mancanza di risorse, per fatica, per moltissime ragioni che ogni tanto racconto – i nostri ragazzi si trovano ad aborrire la lettura, trascurando non solo un aspetto fondamentale della formazione e della crescita, ma direi soprattutto una grande risorsa personale, uno spazio di libertà e di esperienza, di riflessione, e di esercizio di critica. La ringrazio di avermi scritto, confrontandosi con un mezzo che, come vede, io uso volentieri proprio per tenere aperto un canale di comunicazione diretta con i miei lettori, i docenti, i bibliotecari, i genitori come lei.
      Un carissimo saluto
      Paola

      • Annalisa ha detto:

        Parole d’oro! La seguirò con interesse.
        A presto
        Annalisa.

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