desaparecidos

universitàEcco la notizia impressionante, da brivido: 50.000 studenti universitari sono scomparsi, desaparecidos, dalle Università. In controtendenza rispetto agli altri paesi europei e del resto del mondo, l’Italia abbandona l’Università, la ricerca, la promozione dello studio e probabilmente con massimo gaudio registra il calo degli studenti, di un numero di studenti pari a un’intera città. Chi se ne importa? Tanto, come si diceva fino a poco tempo fa, sono “tutti laureati”.

Ed ecco la frase ingannevole e nociva, micidiale: sono tutti laureati, quando non è mai stato così. Da sempre soltanto una piccola minoranza si è laureata, è arrivata alla fine del corso di studi contro un numero alto di iscritti. E ancor meno sono quelli che hanno scelto le Facoltà a numero chiuso, così oggi mancano i medici e anche i paramedici, ma li importeremo dall’estero, che problema c’è?

Non attacchiamoci alla crisi, e al fatto che “l’Università costa”! Sappiamo che si è trattato di un progetto politico preciso e autoritario: svilire la scuola, togliere tutto, risorse, edifici, tempo, energie, aggiornamento, persino libertà didattica e mortificare l’Università, trasformare i docenti in ricercatori di fondi, di soldi, in procacciatori d’affari insomma. La scuola produce teste pensanti e poco propense a essere dominate.

D’altra parte, che si studia a fare fino alla soglia dei trent’anni, se poi ti trattano da scemo, ti dicono di andartene all’estero, che dai soltanto noia? Mentre si elogia quello o quella che non ha mai studiato, e con la sua bella faccia da asino vince un talent o magari scrive un libro, perché si può ben dire che oggi scrivono proprio tutti.

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2 commenti
  1. Cosimo ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con lei. La mia convinzione, ormai da anni, è che dietro c’è un’intenzione fortemente volontaria nel rendere la scuola, in particolare quella pubblica, inefficiente e inefficace attraverso tutta una serie di azioni: dai tagli, sia economici che di risorse umane, ad accuse generalizzate tacciando chi lavora nella scuola di negligenza. Si vogliono studenti non-pensanti con poche, se non nulle, capacità critiche poiché così è più facile “addomesticarli”.

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