innamoramenti

mariasScrittore tra i miei preferiti, Javier Marias è il contrario esatto del narratore moderno plasmato dal marketing: verboso, riflessivo, ossessionato da temi esistenziali, si permette di scrivere pagine fittissime, senza capoversi, che si dipanano intorno a una domanda, una sensazione, un’osservazione e altre pagine, sempre fittissime, su un discorso pronunciato da un personaggio, senza interruzioni, senza problemi di mimesi realistica, come se i dialoghi fossero filosofici, dialoghi platonici.

Gli innamoramenti (Einaudi), suo ultimo libro, ha quella capacità di cui parlavo qualche post fa (a proposito della Tamaro), di trafiggerci non per tecniche narrative oggi alla portata di tutti, con colpi di scena, sorprese, agnizioni, rivelazioni, ma per la profondità dei pensieri, e la riflessione sulla nostra condizione e il nostro rapporto con la caducità, oggi.

Lo so che anche i thriller attuali sono romanzi sociali e a volte pure un po’ filosofici. Ma il genere costringe sempre a stringere, ad attenersi all’intreccio e a usare anche un linguaggio adeguato. Qui, più che di linguaggio si parla di (e si apprezza lo) stile, che sembrerebbe passato di moda, ma che fa la differenza tra uno scrittore del quale ricordiamo benissimo il nome e una massa di intercambiabili dei quali a malapena ci si ricorda il titolo.

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1 commento
  1. è tra le mie prossime letture…per ora tra i suoi libri “domani nella battaglia pensa a me” resta quello più bello!!

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