piovono pietre

pinocchio_asinoEra il titolo di un film di Ken Loach. Si vede che allora piovevano pietre in Inghilterra, ora nel nostro paese. Oltre alla pioggia battente che non dà pace, si devono ricevere anche mazzate come le notizie sull’analfabetismo che connota ormai il nostro paese, un analfabetismo subdolo, perché non è di quelli consapevoli, di chi un tempo non era andato a scuola e non sapeva leggere né scrivere. Adesso  a scuola ci vanno tutti, ci mancherebbe altro, ma una volta terminati gli studi (sempre vissuti come uno strazio per la stragrande maggioranza, e soltanto per una risicatissima minoranza vissuti come apprendistato anche piacevole), pian piano si scivola verso l’ignoranza, e non si riesce più a capire un’acca nemmeno da una semplice ricetta per fare un dolce o bagnare le piante, per esempio.

Figurarsi, direte. Si tratta di pochi che già a scuola erano asini. Pochi? Secondo la ricerca pubblicata in questi giorni la percentuale degli “illetterati” è dell’80% in Italia (vedi l’articolo di Simonetta Fiori qui). A me sembra un numero stratosferico, però se lo confronto con i dati di lettura trovo un fortissimo riscontro, dunque…

Quando si dice che leggere non serve a niente, è roba da ragazzi, da perditempo, da signore, quando nessuno sa dirti il nome di uno scrittore, né il titolo di un libro, quando nelle case non c’è ombra di libro (ancora!), quando si toglie dai programmi scolastici la letteratura e persino la lettura, quando si continua a considerare la lettura una faccenda in più, che non concerne la nostra vita pratica, si arriva proprio a questo risultato: che non si sa neppure leggere le istruzioni per montare il sellino di una bici, e neppure le dosi di una pillola, tanto siamo già sedati dalla tivù e dall’uso eccessivo e afasico del cellulare, dove si usano cuoricini e lampi, come i graffiti preistorici.

 

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1 commento
  1. Gentile Sig.ra Zannoner,
    ho una figlia di 4 anni ed è una sua grande fan, sa a memoria una grande parte della storia della Rubamamma, abbiamo preso il libroCD in biblioteca, io non sono tanto per le storie lette da un CD poichè preferisco essere io a leggerle prima di metterla al letto, però Aurora, mia figlia, ama sentire la sua voce e il modo in cui la racconta. E’ una bambina molto sensibile alla musica e posiede da sempre una grandissima passione per i libri, penso che la Rubamamma sia però il suo favorito in assoluto, ha anche voluto portarlo al asilo per farlo conoscere ai sui amici.
    Sono certa che se Lie gli scrive due righe sara felicissima!!

    Grazie,

    Maria Brunereau

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