Limonov

limonovRaccomandato da amici di cui mi fido, Limonov di Emanuele Carrere mi ha davvero coinvolto. Chissà, forse perché è uno di quei libri inclassificabili: non è un romanzo, non è una biografia, non è un articolo, ma inizia come un articolo giornalistico, è invece la storia di un rapporto tra l’autore, Carrere appunto, e il suo personaggio, un uomo che esiste davvero, un lestofante, artista, rivoluzionario, assassino, che dalla Russia passa negli USA, poi in Francia, e di nuovo in Russia e in fin dei conti, come con grande ironia dice l’autore, è un fallito e tale si sente perché la sua ambizione è tanta che in ogni ruolo, in ogni vita che attraversa, non è felice, si aspetta di più, si crede anche più di quel che è e trancia giudizi impietosi su grandi poeti e scrittori, russi come lui, infelici e carcerati, ma mai criminali come lui, che criminale lo è stato per vocazione.

Naturalmente, è la scrittura a rendere tanto appassionante una storia grama e disperata. Carrere usa il metodo di Truman Capote in A sangue freddo, ma Carrere è narratore contemporaneo e nella cronaca romanzata sa inoculare buone dosi di ironia, ricostruendo anche decenni di storia non solo russa. Perché il personaggio-persona che attraversa ambienti e ceti sociali (operaio, artista, proletario, radicale, leader politioc…) permette di raccontare, attraverso la cartina di tornasole della sua vita, una società con le sue contraddizioni, i suoi drammi, i lati sconosciuti e mal interpretati da chi vive in un altro mondo, che sia Francia o resto d’Europa.

Si capisce anche il grande successo della storia: oggi più che mai si cercano storie-verità, che abbiano una forte impronte di esperienza, che mostrino come la realtà sia davvero più avventurosa e impressionante di qualsiasi romanzo. Ma questo, si sapeva: la narrativa è parassita della realtà, ma solo la letteratura sa elevare una vita a romanzo e un delinquente a eroe romantico.

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3 commenti
  1. Erik ha detto:

    Le livre de Carrère a reçu un excellent accueil dans tous les pays ou il a été traduit.
    Mais la vision la plus juste vient de Russie : en fait Carrère minimise et simplifie Edouard Limonov qui est un écrivain de 1er rang ( niveau Nobel de Littérature ), un homme qui a eu une influence considérable en Russie pour toute une jeune génération d’écrivains et d’artistes.
    Les critiques russes pensent que Carrère a donné une vision simpliste et déformée de Limonov.

    1° – La critique de Literaturnaya Gazeta ( facile à comprendre avec Google Traduction )
    http://old.lgz.ru/article/20776/

    2° – VOIR EN ITALIEN : la réaction du jeune écrivain Zakhar Prilepine, très critique
    =http://www.minimaetmoralia.it/wp/recensione-prilepin/

    • Grazie mille per la segnalazione, sono andata subito a leggere. Succede spesso a libri di grande successo di suscitare pareri discordi e anche critiche feroci. In rete ho trovato anche molte opinioni negative, di sopravvalutazione critica, qualcuno anzi ha trovato il libro noioso, troppo gionalistico. In realtà a mio parere non è affatto giornalistico, non si tratta di una cronaca, ma di un rapporto tra autore e personaggio, dove l’autore dice molto di sé e non nasconde ammirazione per un uomo che molto ha osato e rischiato, ha vissuto e scritto “pericolosamente”, mentre lui, scrittore francese, è rimasto sempre in una piccola nicchia protetta. Mi sembra una visione molto onesta.
      Grazie mille, un saluto
      Paola.

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