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liberfestEccomi qua dopo qualche giorno di silenzio perché impegnata nel Liberfest, il Festival per i giovani lettori che per il secondo anno si è tenuto a Firenze e Scandicci, nelle biblioteche cittadine, con la partecipazione di centinaia di studenti delle scuole superiori.

Simona Baldanzi, Vanni Santoni, Flavia Piccinni, Leonardo Sacchetti sono i giovani autori coinvolti direttamente nei laboratori di scrittura attivati per un mese nelle scuole, che hanno prodotto racconti sul tema della biblioteca (pubblicati nel libretto “Bibliotecamente“); Antonio Ferrara, Fabrizio Silei, Monica Sarsini, Antonio Caponnetto, Marco Vichi, gli scrittori che hanno partecipato agli incontri e alla premiazione del concorso per lettori “Libernauta”; il collettivo di musicisti Scena Muta e Erriquez di Bandabardò sono i musicisti che hanno lavorato con gli studenti per scrivere canzoni, pubblicate nel libretto Canzoni per un lettore, musicate poi dalle band della Scena Muta e suonate lo scorso venerdì sera (per esempio cliccate su questa: aurelie).

Un lavoro di grande impegno e moltissima soddisfazione per i contenuti emersi: le bellissime canzoni, i racconti così curiosi, la partecipazione ai reading e agli incontri (per esempio con le ex detenute e Monica Sarsini, per il libro Alice nel paese delle domandine che Monica ha realizzato da un laboratorio tenuto per alcuni anni nel carcere di Solliciano).

Ora, come sapete, spesso mi domando e vi domando come mai si legga così poco in Italia e perché si sia abbandonata l’educazione, sia sparita la promozione della lettura dai programmi scolastici, quando da un semplice libro si possono realizzare tantissime iniziative, da semplici discussioni e letture ad alta voce a recensioni, interviste, produzioni testuali e metatestuali, percorsi metanarrativi, spettacoli, concerti, video e molto altro. La risposta probabilmente non è una sola, ma io ne ho in mente una, molto semplice, ed è: più semplice e conveniente controllare consumatori passivi, addomesticati da una monocultura televisiva che indica i prodotti da comprare.

Pregherei anche chi avesse in mente di sollevare l’obiezione della crisi economica e dei costi per mantenere biblioteche e scuole pubbliche, di riflettere sul fatto che nei piccoli e grandi centri si persegue ancora la scelta di destinare le magre risorse ai concorsi di Miss Italia, il passaggio della Mille Miglia, lo spiegamento di mezzi per la partita della domenica o la sagra del fungo prataiolo. Nonché di dare un pacco di milioni a compagnie aeree private per garantire i collegamenti interni a basso costo. Si chiamano scelte politiche.

 

 

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