le colpe dei padri

PerissinottoTitolo impegnativo e vagamente minaccioso, Le colpe dei padri di Alessandro Perissinotto (Piemme, 2013) è un bellissimo romanzo. Lo sto leggendo con interesse e partecipazione, e mi augurerei vincesse il Premio Strega, anche soltanto per avere un maggior “volano” diffusivo. Considero Perissinotto un bravo scrittore, serio e impegnato, che sa raccontarci la nostra storia, la nostra vita, affrontando temi importanti e controversi. Come il suo precedente (e commuovente) Semina il vento, che avevo recensito l’anno scorso.

In questo romanzo, si parla di quel che succede in continuazione nelle aziende italiane: licenziamenti di centinaia di persone per le cosiddette “ristrutturazioni”, ovverosia dismissioni per emigrare in paesi dove la forza lavoro costa meno e soprattutto si hanno maggiori libertà, d’inquinare e sfruttare, come nella felice epoca del Capitalismo selvaggio. Una parabola iniziata ben quarant’anni fa, negli anni ’70 che riaffiorano attraverso la biografia del protagonista Guido, un dirigente d’azienda, uno di quelli che ristrutturano, appunto, con spietatezza gelida e con alti compensi per il lavoro svolto. Del resto, fare i killer è un mestiere proficuo.

Ma mentre è in atto la delicata operazione che dovrebbe portargli successo e carriera, Guido si ritrova un tarlo insospettato che gl’instilla il dubbio di avere un gemello, forse un sosia, qualcuno che gli somiglia come una goccia d’acqua ed è scomparso trentacinque anni fa in una periferia di Torino, la città che in questi trent’anni è stata il simbolo dell’industria e ha vissuto tutti i rivolgimenti sociali connessi: emigrazione, discriminazione, protesta e richiesta dei diritti, violenza terroristica, declino, trasformazioni del tessuto produttivo…

Insomma, finalmente una storia vera, forte, con un protagonista vivo, che potremmo detestare e invece ascoltiamo, seguiamo, grazie alla guida critica e sensibile del narratore che in questo ritratto di un uomo sa aprire una finestra per la (scarsa) memoria italiana che ci permette di capire un po’ meglio chi siamo.

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