quello che non ho

delacourtVi ricordate la canzone ironica di De André: Quello che non ho?

Be’, un verso diceva: Quello che non ho è quel che non mi manca, e in poche parole dice tutto quel che un libro intero, “Le cose che non ho” (Salani) di Gregoire Delacourt cerca di trasmetterci.

L’ho comprato fidandomi di non mi ricordo quale recensione. Ma l’ho trovato, almeno fin dove sono riuscita a leggerlo, cioè a metà, abbastanza falso. L’autore vorrebbe bissare il successo dell’Eleganza del riccio, così mentre là avevamo una portinaia filosofa, qui abbiamo una merciaia che esordisce addirittura con un assioma che dovrebbe “fare intelligente”: si mente sempre a se stessi. Ohibò!

Non mi stupisce che ne sarà tratto un film, anzi penso che si presti benissimo se si sceglie l’attrice giusta e un regista di quelli francesi ironici, insomma se si fa una specie di Il mondo di Amelie. Ma un romanzo deve la sua forza alla scrittura e che è stato scritto da un pubblicitario si sente. Eccome.

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