scusi, dov’è il bagno?

bagniNei paesi anglosassoni molto di rado vi capiterà di fare una domanda del genere. Perché appena arrivi in un museo o in un giardino pubblico, in un qualsiasi luogo da visitare, la prima cosa che ti dicono alla biglietteria è dove sono i bagni. In più, ti danno una mappa dove sono segnalati, e ovviamente in tutti i parcheggi c’è sempre una casetta di legno con le toilette, più che decenti!

Qui si apre il baratro della penosa accoglienza turistica persino di una città iperfrequentata come quella da cui arrivo, Firenze. Non ci sono gabinetti pubblici in città, i pochi sono mal segnalati, bisogna ricorrere ai bar dove ti guardano sempre storto oppure nei grandi magazzini, insomma, il bagno lo devi cercare con il lumicino.

Vale per i turisti stranieri come per i cittadini in semplice gita o passeggiata domenicale. Ma certo, tutti sappiamo in quest’ultimo caso come funziona: i nostri boschi, le nostre pinete pullulano di “rifiuti”. E allora, se non siamo in grado di costruire gabinetti, almeno converrà dotarsi di paletta e sacchettino come per i cani.

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