la pelle degli Italiani

Mi ha colpito uno scozzese che, innamorato dell’Italia dei motori, della Ferrari e del Moto GP, ha esclamato: “In Italia avete tutto! Avete un paesaggio bellissimo, il sole, città meravigliose, il cibo… E poi, la pelle, la pelle degli italiani è bella, sarà l’olio di oliva, sarà il sole, sarà la genetica, non so. Siete fortunati, siete belli e avete tutto.”

Che soddisfazione sentirsi così ammirati, noi che ogni giorno, ogni minuto di quel giorno, ci compatiamo. Perché magari è vero, siamo belli e abbiamo un paese bellissimo, ma non sappiamo cosa fare di tanta bellezza, di tanta meraviglia. Anzi, sprechiamo il bello, ci permettiamo di trascurare il patrimonio storico e artistico, ne abbiamo fin troppo, e già che ci siamo sprechiamo e anzi demoralizziamo, quel capitale formidabile formato dall’energia, la creatività, la forza dei giovani.

rosinaCome dice Alessandro Rosina, nel bel saggio L’Italia che non cresce (Laterza 2013), “L’Italia sembra un paese che si è evoluto negli ultimi decenni cercando, quasi scientificamente, di minimizzare il grado di autonomia dei giovani e di massimizzare lo spreco del loro capitale umano. Se questo era l’obiettivo, c’è riuscita molto meglio rispetto a qualsiasi altro paese avanzato.”

Un record folle, suicida, per mantenere le posizioni di pochi gerontocrati che non sanno vedere le scommesse del futuro e considerano i giovani come schiavetti, forse badanti, se non un eccesso ingombrante quando non fanno il loro dovere di consumatori svaporati. D’altra parte, abbiamo anche il record dei NEET, che non è un simpatico termine tipo “nerd”, ma significa Not in Education, Employment Training, cioè definisce quelle persone che non fanno niente, non studiano, non lavorano, non sono in formazione. Altro che pelle. Ci vuole una scorza ben dura a vivere in un paese che odia i giovani.

 

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2 commenti
  1. Purtroppo noi giovani, dopo gli insegnanti (sono figlia di due prof. delle superiori) siamo la categoria più trascurata d’Italia.

  2. L’ha ribloggato su My Scrapbooke ha commentato:
    Era un po’ che non ribloggavo su questo blog, ma questo post della Zannoner propone una riflessione e una lettura davvero interessanti.

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