trame bibliofile

club_dumasAbbia pazienza chi già lo ha letto e conosce l’autore. Confesso che io, invece, “Il club Dumas” di Arturo Perez-Reverte non l’avevo letto né vent’anni fa quando è uscito, né quando Polansky ne ha tratto un film e neppure lo scorso anno quando Il Saggiatore lo ha ripubblicato. Mi rendo conto anche che per gli amanti del thriller si tratti di un romanzo noioso e prolisso, ma a me piace per i riferimenti all’amato Dumas e ai Tre Moschettieri, di cui ci racconta le origini, i richiami, le citazioni, i personaggi storici.

E’ un’operazione alla Umberto Eco, ma di certo meno intellettuale e complessa. Il protagonista, poi è un “cercatore di libri”, o anche un detective bibliofilo e ha per le mani, oltre a pagine autografe di Dumas, che hanno provocato la misteriosa morte di un editore, anche una copia di un diabolico libro, costato quattro secoli fa la morte sul rogo del tipografo veneziano.

Ecco, questo può essere il vantaggio del Kindle: accedere a una vasta biblioteca di libri che purtroppo nelle librerie non si trovano più, per impossibilità a tenere tutto in pochi metri quadrati (ma anche in centinaia di metri quadrati) e per il riversarsi di decine di novità, spesso fatta di tomi di migliaia di pagine, sui tavoli espositivi ogni settimana. Come se la produzione non si curasse della tragica mancanza di un pubblico di lettori.

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