venti di guerra

guerraNon c’è niente da fare: chiunque diventi presidente degli USA deve dichiarare guerra, che sia piccola, media o grande, ovviamente sempre per scopi umanitari. Il o i motivi poi si confezionino come si vuole. Così anche il premio Nobel per la Pace Obama deve mettersi l’elmetto e (far) partire. Ci mancherebbe: non vi fanno orrore i mucchi di cadaveri gassati?

Ci fanno orrore, disgusto, siamo furiosi e se potessimo buttare l’ennesimo dittatore in una cella e gettare via le chiavi lo faremmo. Soltanto che non è questa la ragione per cui si smuove l’arsenale di un paese, gli USA, dove la disoccupazione e la miseria mordono, ma come al solito il controllo dei territori e delle risorse. Via, dillo Obama, che la guerra è lo strumento del business e che ti tocca, perché sei anche Comandante in Capo.

Quanto agli Americani, si mettano l’anima in pace e sappiano che chiunque votino: nero, bianco, donna, omo, ebreo o portoricano, è comunque la solita pasta che lievita in guerra.

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