bellezza

avalloneBellezza di nome e di fatto è la protagonista dell’ultimo libro di Silvia Avallone, Marina Bellezza. Volete qualche dato? Eccolo qua: una “ragazza bionda, alta un metro e settantacinque, di una bellezza innata pari alla furia di un uragano, con tutti gli uomini ai suoi piedi”. Caspita. Magari uno potrebbe spiegarmi cos’è questa bellezza “innata pari alla furia di un uragano”: bellezza o orrore?

Sinceramente sono perplessa nella lettura di questo romanzo, mi piacerebbe sentire cosa ne pensano le giovani lettrici. Magari loro saranno entusiaste di questo romanzo, dove Andrea il ricco ha amato Marina la Bellezza quando erano piccoli e “si erano amati, menati, odiati, baciati per sei anni” come in una canzone di Celentano. E’ scritto proprio così, come pezzi di canzone melodica, con qualche incursione cruda alla Tarantino, come il povero cervo preso a calci dai ragazzi che l’hanno investito, e poi chiuso ancora vivo e morente nel portabagagli dell’auto.

Qualcuno mi può dare qualche buon motivo per andare avanti? Guardate che sono partita, come si dice, con grandissimo credito per l’autrice di “Acciaio” che mi era piaciuto e avevo caldamente consigliato. Però a volte scrivendo non si migliora, anzi.

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2 commenti
  1. Chiara ha detto:

    Ciao,Paola! A me Acciaio non era piaciuto,anzi mi aveva lasciato un vuoto terribile, ricordo di averne discusso molto e soprattutto mi ero sconvolta pensando ad una giovane scrittrice già così disillusa e terrificante….personaggi e scene del libro al limite del horror..quello non l’ho consigliato e non lo consiglierei mai…questo non avevo intenzione di leggero e se lo farò sarà solo per discuterne con te….io non sono più da molto una ragazza ma mi illudo di essere dentro di me ancora “giovane”abbastanza per giudicare un libro che già dai personaggi mi annoia…:)

  2. Chiara carissima, siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda. Ho chiesto aiuto alle giovani lettrici (e tu ne fai parte a pieno diritto) per avere coordinate diverse, io non riesco ad apprezzare una storia d’amore contemporanea scritta con questi toni, né personaggi che mi riescono molto antipatici, questione di gusti o d’età, chissà. Per quanto riguarda Acciaio, avevo apprezzato la storia operaia di oggi, in una cittadina che conosco, e se certe parti mi erano sembrate esagerate, se la scrittura era un po’ tirata per i capelli, ho comunque compreso lo sforzo di una giovane autrice, poco più che ventenne che invece di raccontare il suo ombelico o la sua banda di amici o le sue nevrosi, ha costruito un romanzo su un tema sociale, con due ragazzine protagoniste. Mi pare che alla seconda prova, il tono sia diventato, anziché più sincero, più falso. Peccato.
    Ciao!

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