sparatorie

gunsGuns di Stephen King non è un racconto orrorifico su pistoleri psicopatici o fantascientifici. E’ un piccolo pamphlet scritto in formato e-book (per Kindle, come si vede in quest’immagine) sulle conseguenze della scellerata e persistente libertà di possesso di armi negli Stati Uniti. Che, come la cronaca periodicamente ci informa, porta a tremende sparatorie, se non stragi in grandi magazzini o scuole, con la brutta sorpresa che i “terroristi” non sono che assassini spesso minorenni come i due di tredici e undici anni che spararono nella scuola di Jonesboro (Arkansas).

In effetti, come si fa ad avere “simultaneamente a portata di mano una pistola e tenerla alla larga dai propri figli o nipoti?” Così qualche bambino arraffa il fucile e fa quel che i videogiochi violenti aizzano a fare: una bella sparatoria.

Non so come faccia una società così paranoica con il mondo esterno (che poi è soprattutto quello immediato, a portata di tiro) al punto da armarsi fino ai denti, anche per l’evidente mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine e nel pronto intervento della polizia (che pure di solito interviene eccome), a proporsi come modello di pace, addirittura come costruttrice di pace. Se intanto posassero le armi e le mettessero al bando in casa propria, tra gente della stessa comunità e dello stesso paese, si sarebbe fatto un discreto passo avanti.

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