nuove tecnologie e scrittori

atwoodSul New York Times c’è un confronto di opinioni di vari scrittori, interrogati a proposito delle nuove tecnologie e Internet, su come abbiano cambiato (e continuino a cambiare) le forme e i contenuti della narrativa.

Margaret Atwood (nella foto), una delle più importanti autrici di romanzi e racconti sia per adulti che per ragazzi, risponde che il cambiamento, nella letteratura, c’è sempre stato e sempre ci sarà. “Come si fa a spostare un personaggio da qua a là? (Cavallo. Barca. Carrozza. Slitta. Per esempio in Sherlock Holmes. Treno. Carro. Automobile. Aereo.) Come si fa a eliminare un personaggio in modo violento o tramite assassinio? (Pietra. Bastone. Coltello. Bomba. Pistola. Contraffare il GPS in modo che l’auto finisca in mare). Come farli comunicare tra loro? (Segnali di fumo. Tamburi. Scrittura cuneiforme. Rotolo di papiro. Servizio Postale. Telegramma. Telefono. Un buco nell’albero se è una spia di John Le Carré. E-mail. Scrivere sul palmo della mano in modo che i mini-droni non possano vedere o sentire).”

Insomma, gli oggetti e le invenzioni non sono solo d’uso, ma anche di spunto per le storie e possono anche diventare elementi pregnanti per la costruzione della tensione narrativa: se cinquant’anni fa il telefono di “Delitto perfetto” creava suspense squillando, oggi un cellulare sotto un cespuglio, che ripete “lamentosamente l’Overture del Guglielmo Tell” restituisce lo stesso effetto di tensione.

(domani proseguo)

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