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51SMN0rGwIL._AA160_Fin and Lady di Cathleen Shine è ambientato nella Manhattan della fine degli anni ’60 dello scorso secolo, alla nascita del Greenwich Village come rione degli artisti e degli intellettuali, ma la protagonista Lady potrebbe benissimo essere un’eroina degli anni ’30, uscita dalle pagine di Fitzgerald: una ragazza molto ricca e dunque libera, indipendente, sofisticata, bella di una bellezza irregolare e piena di energia, circondata da ammiratori, amante del divertimento e della libertà, le due parole in cima a ogni altra per questa ventenne rimasta orfana di entrambi i genitori e, dunque, libera da controlli e da imposizioni.

Il romanzo di Cathleen Shine, Fin and Lady, è narrato in prima persona da Fin (nome curioso, che il padre ha scelto scegliendo la parola francese che conclude i film: fin, fine appunto), fratellastro più piccolo, che viene affidato alla sorella quando ha solo undici anni e che con lei trascorre anni non particolarmente avventurosi, quanto dediti all’osservazione di questa ragazza che somiglia a Daisy de “Il grande Gatsby”: umorale, allegra, amante delle feste, dei flirt, capricciosa, ironica, circondata sempre da tre amanti che si alternano nelle sue grazie, uno sportivo superficiale, un avvocato antipatico e un gallerista d’arte serio. Indovinate un po’ chi alla fine riuscirà a spuntarla?

Evidentemente all’autrice, più che l’affresco sociale di anni molto celebrati e narrati, interessava il ritratto di chi non si trova bene nel suo tempo, è come “sfasato”, pur vivendoci dentro. Probabilmente le interessava anche il romanzo di formazione dove un ragazzo, pur chiamandosi Fin non è emulo o riflesso del grande Finn, Huck insomma, ma è un ragazzo bisognoso di calore e famiglia e protezione e formazione, proprio quei concetti che in quegli anni si pensava di far saltare tutti, chissà come mai.

E’ una bella prova di narrativa, con dialoghi efficaci, descrizioni che sanno tradurre i pensieri di un adolescente dell’epoca, scene simpatiche. A tratti noioso: settant’anni fa, Fitzgerald era più bravo e ancora ci emoziona di più.

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