Ricky horror picture show

riccardo3Riccardo III versione Alessandro Gassman è una messa in scena cupa, buia, in una scenografia vagamente somigliante alla casa e al giardino degli Addams. Riccardo cioè Alessandro è una specie di Frankestein altissimo, con la maschera bianca tipo scheletro, che barcolla in scena ed è abbigliato come un generale, nella commistione di moderno e antico che non si può più sfuggire quando si propongono classici a teatro. Purtroppo, a me ha ricordato anche la “piattola” di Men in black, sarà che anche la piattola gigioneggia con voce teatrale e si muove a scatti.

La storia, si sa, è quella di una strage del re sanguinario, il personaggio più fosco di Shakespeare. Ma varrebbe la pena darne una lettura meno letterale, credo, e trasformarla (sottraendo ogni orpello) nell’assassinio della coscienza, come del resto Shakespeare ci suggerisce, evocando sogni, fantasmi, ammonizioni. Sarà per questo che secondo me funziona meglio il film che Gassman ha tratto dallo spettacolo e che si sofferma sulle scene principali.

Invece, in teatro è tutto rovesciato sul palco e confuso con i costumi un po’ medievali, un po’ settecenteschi, la musica un po’ blues e pop, un po’ sottofondo thriller. Sarà che tra l’altro la faccia truccata di Gassman somiglia a quella di Tim Curry in Rocky Horror Picture Show, ma questo Riccardo III sembra un Ricky Horror Picture Show.

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