capricci sul palco

timiSe le donne comandano, noi uomini cosa facciamo? Facciamo i bambini.

Ecco qua in sintesi il don Giovanni pensiero secondo Filippo Timi, regista e protagonista dello spettacolo omonimo, una rivisitazione da Mozart (per forza, ci sono tutti i personaggi dell’opera, rivisti e corretti in storture varie) con molto eccesso: di volgarità, balletti, nudismo, che fanno ridere e applaudire la platea bambinizzata. Operazione dunque compiuta.

Però. Capirai che scandalo vedere gente nuda sul palco, o sentire parolacce. Non è questo il problema. Il problema è una messa in scena pasticciata, la solita pretesa di essere registi di quasi tutti (ormai) gli attori, con il risultato che quando il mattatore non c’è, gli altri sembrano una filodrammatica, anche attrici brave come la Mascino.

Le donne sono virago dominatrici o indovinate cosa, si sa, è Don Giovanni. Certo, personalmente preferisco che si metta in scena un’opera anziché il trionfo narcisistico di personali ossessioni. A qualcuno sfugge ancora che Mozart era un genio della musica e che nella musica si dispiega la sua potenza simbolica senza tempo e senza barriere, di qualsiasi tipo esse siano.

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