cos’è l’empatia?

malinconiaSe ne parla spesso, soprattutto a proposito di certa letteratura. Vi sono anche studi seri, come “Sentire l’altro” della filosofa milanese Laura Boella (2006). Ma l’empatia presentata nel romanzo dell’autore bulgaro Georgi Gospodinov in “Fisica della malinconia” (Voland) si porta su un piano diverso, metaletterario: l’empatia è la capacità di immedesimarsi totalmente nell’altro, in chiunque esso sia, umano, animale, pianta o pietra, una capacità che appunto è quella dei narratori, almeno di certi narratori che prestano la loro voce alla vita, alle vite degli altri.
L’empatia di cui si narra è però diagnosticata all’io-narrante come una malattia, che nel tempo si affievolisce e quindi è più forte nell’infanzia e nella giovinezza (“l’immortalità è possibile solo nell’infanzia”), così il narratore oltrepassa il tempo, ha tante vite, giovani e vecchie, e in quel labirinto che è l’immaginazione ha un ruolo preciso, fatale: il Minotauro che sta al centro e tace, capro espiatorio da sacrificare per l’eroismo altrui.
Insomma, non è semplice questo bel romanzo dalla voce unica e molteplice (“io sono libri”), che sa però raccontarci anche la Bulgaria degli anni sovietici, anni lontani, dimenticati, che senza la voce magica di uno scrittore del genere, non si conoscerebbero mai.
P.S. Senza il suggerimento di Tempoxme, non credo sarei arrivata a questo libro!

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