lettura nella crisi oppure

leggere volareOppure crisi nella lettura o della lettura? La lettura si può dire che sia nata in crisi perché quando mai si è avuto un numero di lettori soddisfacente, diciamo in linea con il numero di lettori del resto d’Europa? Mai. Dunque, la crisi non fa che spolpare un osso dove carne non ve n’è mai stata se non a brandelli.

I brandelli erano i numeri in leggera crescita degli anni ’90, quando si investiva un po’ di più nella lettura a scuola. Poi, la frana. Non c’è da stupirsene, quando ormai in una scuola allo stremo si chiudono le biblioteche e si lascia che siano i pochi, volenterosi insegnanti a promuovere – singolarmente e per loro interesse personale – progetti di lettura.

Dunque la notizia di ieri sullo stato pietoso – ma poco preoccupante perché francamente non preoccupa nessuno – della lettura, imputato alla crisi economica, è vero fino a un certo punto. Perché è vero che si deve fare a meno di tante cose, e dunque si taglia l’acquisto dei libri, però i libri sono a disposizione nelle biblioteche, gratis, persino in formato e-book. I libri circolano sempre di più (in punti vendita vari, diffusi), e si parla di libri ovunque, in continuazione, con autori di ogni tipo, non necessariamente scrittori.

Allora, non è la crisi che pesa sulla lettura, è proprio la lettura che pesa, finché la si ritiene un peso, una consegna, e non un’attività spesso più divertente, più socializzante di altre…

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