viaggiare, camminare

Però, viaggiare, oggi è piuttosto assecondare una forma di consumismo. Quale conoscenza ci procura, quale arte si pratica intruppati in queste masse di turisti che oggi ho rischiato almeno un paio di volte di travolgere mentre procedevano assiepati sulla pista ciclabile, rischiando io stessa di essere travolta da uno dei loro pullman, chiamato appunto Earth a la carte? Sì tutta la terra disponibile ad essere consumata, basta pagare per tornare a casa sfiniti e carichi di cianfrusaglie che presto butteremo via e di foto che dimenticheremo nel “cloud”.

Allora, oggi per viaggiare sul serio, per essere permeati da un po’ di conoscenza, bisogna tornare a piedi (o in bici), andare lentamente sui percorsi, leggere, riflettere, sforzarsi di capire, recuperare la storia.

La_strada_delle__5371dc42bfc78Così ci propone Paolo Ciampi, giornalista e scrittore, nel suo “La strada delle legioni. L’Inghilterra coast to coast lungo le vie romane” (Mursia) appena uscito. Non è una guida, anzi, non c’è nemmeno una cartina dell’itinerario che è quello bellissimo del Vallo di Adriano, che io stessa ho percorso lo scorso anno nel tratto più alto (Walltown crags), da cui si apre uno spettacolare scenario sulla campagna dei Borders.

Accompagnato dal più celebre libro di Marguerite Yourcenar, Le memorie di Adriano (un libro che oggi nessuno potrebbe più scrivere e anche se lo facesse, nessun editore probabilmente pubblicherebbe), Ciampi percorre il National Trail sviluppato lungo quest’antica costruzione di difesa (che in certi punti quasi scompare o si mimetizza tra i muretti dei giardini), ricordando non solo la frontiera che delimitava l’Impero antico, ma soprattutto offrendoci spunti per approfondire la letteratura (poesie, romanzi, la letteratura latina di Tacito o il Virgilio del discusso verso “Sunt lacrimae rerum et mentem mortalia tangunt”), la storia, l’etimologia, confrontando passato e presente di muri più recenti e confini attuali.

Certo è che si rimane affascinati dal magnifico paesaggio e dalla cortesia delle persone che s’incontrano (posso confermare), e dal fatto che una frontiera antica sia diventata una meta turistica, per quel tipo di viaggiatori che scarpinano per scoprire e godere di luoghi diversi, sfuggendo la banalità dell’Ovunque, i soliti alberghi, gli stessi stabilimenti balneari, le stesse merci in ogni parte, anche la più remota, del mondo. Queste sì, sono oggi le lacrimae rerum.

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