il-piccolo-principe_3037Arriva l’estate e torna inesorabile in classifica Il piccolo Principe, accanto a libri sulla fisica o sull’intestino, a indicare che la gente sembra voler capire meglio le cose, anche interiori.

Sinceramente, non riesco a gioire della presenza di un classico che potrebbe vendere le sue poche migliaia di copie l’anno e non apparire come un best seller, segno di un consiglio di lettura offerto a bambini e ragazzi di tutte le età, perché questo libretto è considerato poetico e fruibile per tutti.

L’ho sempre trovato, invece, una lettura per grandi, per adulti. Ho notato che i bambini restano perplessi, ma di fronte ad un genitore che commosso chiede: “Ti è piaciuto? E’ bello, vero?” I piccoli annuiscono. Certo, sì. Bellissimo, il principino solo che alleva una rosa, il principino che vive su un pianeta piccino picciò, poveretto, si vede che la poesia parla di cose lontane e incomprensibili, di cose che fanno piangere i grandi. Si vede che la letteratura è questo: un racconto astratto, una visione della morte e della solitudine, una traduzione infantile della filosofia escatologica, e soprattutto piace perché chi ha raccontato la storia era un pilota francese caduto nel deserto, come un santo antico.

Con questo, so che potrei sollevare l’ira di milioni di Piccoliprincipofili. Ma oso, tanto so che il mio blog lo seguono poche e sufficientemente ironiche persone.

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