vecchietti alla riscossa

invisibiliCon l’estate, gli anziani restano spesso in città, se sono fortunati in belle case con aria condizionata e la figura tutta italiana della “badante”, altrimenti in piccoli e soffocanti mono o bilocali, con l’unico svago del supermarket, dove approfittare anche di un po’ di fresco.  Figli e nipoti, se ci sono, probabilmente non hanno tempo né voglia di occuparsi di persone fragili e un po’ lamentose, figurarsi portarsele in vacanza, come faceva mia mamma (santa) con un vecchio zio.

Eppure qualche giovane che osserva e comprende molto bene gli anziani c’è. Per esempio il simpatico Fabio Bartolomei che scrive questa divertente storia di anziani irriducibili, La banda degli invisibili (e/o) in cui Angelo, ex partigiano, Filippo, Ettore, Osvaldo decidono di rapire nientemeno che Berlusconi, capo del governo nel momento in cui è stato scritto il libro e anziano pure lui, ma del tipo “diversamente anziano”.

Com’era prevedibile, l’azione fallisce e i nostri eroi sono subito acciuffati dalla polizia. “Ma come vi è venuto in mente?” chiede il commissario, incredulo e comprensivo. “Volevamo solo che ci chiedesse scusa” risponde Angelo. Scusa di aver sperperato un patrimonio messo insieme con fatica e sacrifici da signori come Angelo e gli altri: un patrimonio chiamato “Paese di cui andare orgogliosi”, una frase che purtroppo tutti si piccano di ripetere a sproposito.

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