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Archivio mensile:luglio 2015

libriantichiIn margine all’intervista a John Galassi, presidente della massima casa editrice statunitense Farrar, Strauss & Giroux, si potrebbe aggiungere, oltre alla constatazione che “oggi tutti scrivono”, e anche “tutti fanno i critici” senza avere particolare conoscenza della letteratura, senza magari avere a disposizione qualche strumento d’indagine critica, e persino “tutti fanno gli editori”, grazie alle tecnologie che permettono di stampare agilmente senza bisogno di avere un’azienda mastodontica alle spalle come un tempo, insomma si potrebbe aggiungere che tutti cantano e suonano, anzi a me pare che oggi siano molti di più quelli che cantano di quelli che scrivono, grazie alle trasmissioni di talent televisivi che si sprecano, e già che abbiamo allargato il campo artistico, “tutti” recitano, benché i teatri siano in crisi e il cinema sia un’ancella della televisione, e “tutti” dipingono, anche se il mercato dell’arte è una élite esclusiva, per non dire che veramente tutti, ma proprio tutti, fotografano, come dimostra Istagram.

Bisogna prendere atto che le tecnologie hanno permesso l’irruzione nel mercato di una varietà infinita di soggetti. Per esempio, quelli che scrivono non sono più alcuni intellettuali e gli editori non sono più il gruppo di rampolli di famiglie ricche che aspirano a far parte della storia della letteratura. Quanto alla critica, il pubblico può dire la sua attraverso recensioni e pareri che spesso dimostrano una certa competenza, basti leggere i report su Amazon o su Mymovie per il cinema. Che scocciatura non essere più i veri e unici depositari della cultura!

Ma alla fine, ci accorgiamo che stiamo parlando di un pubblico immenso, planetario. Quante copie vendevano nel Novecento gli autori, anche più affermati? Qualche centinaia di migliaia di copie? Ora parliamo di decine di milioni per i best seller e centinaia di migliaia anche per scrittori meno commerciali, addirittura decine di migliaia per esordienti o scrittori di generi.

Dal che deduco che l’intervista e il suo contenuto siano pretestuosi, tanto per dire che chi parla è il migliore, il più blasonato, il solo che ha veri autori di razza. Poi, certo, abbiamo sempre l’occhio sullo smartphone e le informazioni ci arrivano in tempo reale. Ma una volta, la gente qualsiasi, quelli come noi, le informazioni non le aveva proprio. Quanto ai libri, erano considerati oggetti preziosi, se non sacri. Mentre oggi li troviamo dappertutto, anche in spiaggia e pazienza allora se l’autore è il bagnino, magari ha più cose da raccontarci di un filosofo.

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