Passaporto

Grand PlaceControllo se il passaporto non sia scaduto. Perché negli ultimi tempi, io che viaggio soprattutto in Europa, non mi serviva e ora va rispolverato, non sia mai che al gate mi respingano perché esibisco la misera, poco sicura, carta d’identità.

Così, dopo l’euforia di poter viaggiare senza frontiere vent’anni fa, e con il perdurante entusiasmo di essere cittadini di una Europa federalista, ora torniamo a rinchiuderci nei gusci antichi. La festa è durata soltanto vent’anni, siamo pronti a ritornare alle barriere, alle dogane, alle linee che delimitano nazioni, popoli e culture, perché come insegnano altri paesi circondati da muri e fili spinati e soprattutto check point con i militari armati di mitra, la sicurezza è più importante della libertà e dell’idea utopistica, che si è dimostrata fallace e poco apprezzata dai cittadini dei diversi paesi, di una comunità aperta, tollerante, mista e cosmopolita, tutti termini odiatissimi da ogni genere di dittatura, da ogni esercito del mondo e dai venditori di armi legali e illegali.

Queste immagini di Bruxelles sotto assedio militare mi fanno piangere il cuore. La Grand Place, dove stazionano le camionette, è il cuore della capitale, è una delle piazze più belle che ci siano, si può passarci la giornata seduti in uno dei locali, e d’estate diventa un enorme salotto all’aperto che nella settimana di Ferragosto sfodera un tappeto di fiori sull’intero pavimento. Ma per amare Bruxelles e commuoversi a vederla presidiata, bisogna esserci andati, bisogna sapere che è la capitale dell’Unione Europea e bisogna ancora sentire che l’Unione Europea esiste e che ne facciamo parte. Ma in questi giorni quel che è esploso e sembra agonizzante nei nostri paesi e nei nostri pensieri è questo senso di appartenenza, quell’idea di cittadinanza che era diventata realtà e che, anziché svilupparsi, è naufragata a causa di una gestione economica nefasta, nell’abbandono della cultura comune, nella fragilità dell’unione, nella paura che ci rende debolissimi e quindi più esposti e più disposti a cedere sui diritti e sulle nostre troppo comode libertà.

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1 commento
  1. Giusta e interessante riflessione. Se penso che secondo qualcuno sarebbe bastato un chip per viaggiare c’è da ridere..

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