grazie maestri di oggi

masterprof_insegnanti_3-800x400Vedo che è la settimana degli insegnanti e che è partita una simpatica campagna per ringraziare i maestri e i prof della vita. Io però preferisco ringraziare i prof e i maestri di oggi che, grazie ai grandi cambiamenti sociali, sanno esprimere un mestiere molto bello e difficile con comprensione e creatività.

Perché io, ai miei maestri antichi dello scorso secolo, non devo la passione per la lettura e la scrittura, che avevo dentro e hanno rischiato di essere distrutte dalla rigidità, l’incomprensione, la freddezza, il disprezzo che quasi tutti i miei insegnanti dimostravano non soltanto a me, ma a tutti i miei sventurati compagni. Stenderei un velo pietoso su una maestra matta e molestatrice, che per fortuna ho sfuggito con un trasferimento, incappando nella maestra anziana che ci faceva stare con “le mani in seconda” e ci faceva cantare l’inno d’Italia. Alle medie sono sopravvissuta a professori dimenticati e del liceo invece mi sono rimasti incisi i graffi di tremendi insegnanti che amavano esibire la propria erudizione anziché sforzarsi nella trasmissione di saperi e ci davano rigorosamente del lei per mantenere le distanze. Le foto del liceo ritraggono i miei compagni con smorfie di terrore. Siamo brutti, grigi e tristi accanto a un mastino in completo tipo Chanel, cioè la prof di greco. Vogliamo poi parlare del prof d’italiano irriducibile dantista, che nell’Inferno di Dante aveva schiaffato tutto il resto della letteratura, compreso “l’insulso” Petrarca?

Vedete che è meglio festeggiare i prof di oggi, che stanno accanto ai ragazzi, li ascoltano e li sostengono, e a volte si preoccupano, come la dolce Chiara che va a prenderseli a casa se i genitori non li mandano a scuola, come Fabrizio che porta i suoi allievi ai festival persino in camper, come Matteo che guida un blog letterario, Giuditta che organizza festival, Maurizio che vuole bene a tutti i suoi ragazzi, ma proprio tutti, come quei bravissimi prof che incontro quasi ogni giorno, nelle scuole italiane, con le facce stanche ma gli occhi illuminati, prof che magari avessi avuto, quando ero piccola! Avrei sofferto meno e avrei amato la scuola grazie a loro, e non malgrado i pazzi che la facevano.

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