albinati

fullsizerenderMilleduecentonovantaquattro pagine: non fanno che ripeterlo tutti questo numero di pagine che pare atterrire anche il lettore più attrezzato, e che sono quelle di “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati (Mondadori), vincitore del Premio Strega 2016. Ma oggi, intervistato a “Il tempo delle donne” a Milano, Albinati spiega con ironia come quelle migliaia di pagine siano il distillato di decine di migliaia di pagine di riflessione sul genere maschile, studi scaturiti dall’emancipazione della donna, dalla riflessione sul genere femminile che ha comportato dunque una riflessione anche sul maschile, sia fatto che ciò che sembrerebbe un vantaggio, nascere maschi in una società maschilista, sia in realtà un fardello, l’aspirazione a un modello irraggiungibile e perciò destinato al fallimento.

Interessante, coinvolgente: l’incontro con l’autore, con certi autori, è così. Ti spinge a interrogarti, a reagire, a ripensare posizioni, discriminanti, modelli e quella presunzione che oggi abbiamo di aver superato tante magagne del passato, per esempio la sottomissione della donna, che invece, come ben ci dice Albinati, è sempre oggetto del risentimento maschile. Pia illusione credere di poter leggermente e paritariamente affrontare il maschile ancora profondamente immerso nella simbologia e nella psiche antica: pensiamoci quando ci diciamo che il femminismo è tramontato.

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