bauman

baumanIn attesa che arrivi (tra pochi giorni) in Italia, e tenga le sue conferenze in vari festival e teatri, Zygmunt Bauman è già presente in libreria con il nuovo, importante, e come sempre lucido e denso di riflessioni positive, “Stranieri alle porte” (Laterza).

Perfavore, leggetelo! Soprattutto quelli che cominciano a tentennare riguardo al tema migranti e dicono: “sì, certo, bisogna accogliere, ma…” “Sono una risorsa però…”Proprio queste persone, condizionate da media lanciati a tutta manetta sui temi dell’invasione, dell’inarrestabile marcia, del pericolo insito in usi e costumi diversi, in portatori sani di guerre, in gente di altre e arcaiche religioni, ecco, questi lettori possono finalmente avere un bilanciamento nello studio, nell’osservazione attenta e nella riflessione di filosofi e sociologi che Bauman ricorda, oltre che naturalmente se stesso, per ricordare che siamo un’unica specie, e ci salviamo insieme oppure ci estinguiamo.

Per salvarci tutti insieme bisogna comprenderci, collaborare, anche sopportarci nei nostri costumi diversi, in comportamenti, educazione e idee differenti, ma tutti convinti di vivere in pace, secondo quanto già due secoli fa affermava Kant, che Bauman ricorda: “all’ostilità subentri l’ospitalità” visto che “nessuno ha più diritto che un altro a stare in un luogo” della Terra, che, essendo sferica, tutto contiene e non può certo far disperdere le persone all’infinito.

Ora io dico: Bauman, novantunenne sociologo, centra il punto scarsamente messo a fuoco da gente assai più giovane e molto esuberante eppure già obnubilata da pigrizia mentale e adeguamento al discorso comune, per cui si perde di vista il pericolo vero e mortale rappresentato dal mercato delle armi senza controllo, da una macchina capitalista che oltre alle merci di scarto, produce esseri di scarto. Non a caso un tempo i venerabili maestri erano persone molto anziane, molto sagge, e perciò molto lungimiranti.

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