Vegetariana

vegetarianaDa vegetariana imperfetta (mangio il pesce), appena ho notato sul banco della Libreria delle Donne il titolo “La vegetariana”, ho provato il moto istintivo di attrazione verso un libro che, pubblicato da Adelphi, come sanno molti lettori forse soprattutto della mia età, porta una specie di “marchio di garanzia di qualità”. Non sapevo niente dell’autrice, la coreana Han Kang, nulla del plot, se mai ci fosse, dunque ho comprato il libro come si faceva un tempo, sull’onda di un’empatia o di un’intuizione, chissà.

Perché il romanzo è bello, è originale, possiede una voce dal timbro sicuro, che sa creare un’atmosfera ammaliante, senza scomodare psicologia, criminologia, sociologia, e tutte le discipline che oggi invece gli autori sono un po’ costretti ad assemblare a volte con furia epistemologica, perché siamo sotto l’imperio del realismo e della cronaca, possibilmente nera, a meno che non decidiamo di virare verso il distopico e chi s’è visto s’è visto.

La vegetariana in effetti racconta di una donna che un giorno decide di non mangiare più carne né pesce e votarsi alla verdura, ben presto diventa vegana, ma non c’è né tragicità né umorismo in questa scelta, subìta con fastidio e poi raccapriccio dal marito, con incomprensione e rabbia dai suoi familiari, con curiosità e fascinazione dal cognato artista, con misericordia e interrogazione da parte della sorella. Una scelta estrema, dettata dal desiderio di spogliarsi dell’umanità, farsi pianta, essere incorporea e arborea, e in pratica estinguersi lentamente nel sogno di un’altra cosa.

E’ un romanzo che mi ha ricordato una grande autrice del Novecento, Anna Maria Ortese, e il suo bellissimo “L’iguana”. Anch’esso un romanzo onirico dove la realtà si frantuma nell’assurdo e incomprensibile e ne scaturisce una visione di pietà e di impossibile desiderio.

 

 

Annunci
4 commenti
  1. stefano rauli ha detto:

    Ciao, leggo con piacere che sempre più persone si avvicinano a questa scelta empatica, non mangiare più animali. Trovo però strano che tu la definisca una “scelta estrema”… secondo me è molto più estremo allevare, rinchiudere, ed ammazzare degli esseri senzienti, soltanto per una forma di business e di gusto. Ormai è risaputo che non abbiamo bisogno di mangiare animali per vivere, anzi… Scelta estrema credo che sia continuare ad uccidere per mangiare.

  2. stefano rauli ha detto:

    Leggo anche con piacere che a febbraio sarai a Sesto San Giovanni, ad un passo da dove abito. Spero di avere l’onore e il piacere di stringerti la mano. Stefano.

  3. Ciao. Anch’io sono vegetariana, come ho detto. La scelta estrema della protagonista è quella di lasciarsi morire. Io sono completamente d’accordo con te sull’orrore dell’allevamento e dell’uccisione di animali, non riesco nemmeno più a vedere, come mi è capitato ieri, un maialino arrosto esposto, una cosa raccapricciante. Da vegetariana non mi sono nemmeno preoccupata come tanti di controbilanciare ossessivamente il cibo, come ti dicono certi terroristi: devi mangiare proteine, blablabla… Non rispondo quando ti chiedono cosa mangi allora. Non mi sento di giustificarmi per una scelta che mi fa stare molto meglio da anni, che mi ha dato più energia e più salute. Sono confortata dal fatto che molti stiano prendendo questa direzione e che tanti medici la sostengano, anche nutrizionisti. Grazie di avermi scritto, ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: