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Festival

Leggo che anche Paolo Giordano esprime perplessità sui (troppi) festival che si organizzano in Italia. E che sarebbe meglio investire in biblioteche e librerie anziché in occasioni effimere.

Bene, non sono d’accordo. Questo discorso lo facevo anch’io, ma i tempi sono molto cambiati.

Prima di tutto i Festival letterari in certi casi hanno preso il posto a manifestazioni di dubbio gusto come elezioni di miss o sagre varie o mostre in piazza di motori o di paccottiglia. Non c’è dubbio che se i soldi sono spostati sulla letteratura, o in generale sul pensiero (filosofia, scienza, mente, e così via), non si può essere che felicissimi. Le persone, si è scoperto, amano andare a sentire scrittori filosofi sociologi psicologi artisti direttori di musei, e portano i bambini dove ci sono laboratori e animazioni sensate. Direi molto bene, altro che criticare!

Poi, sì, il tema della carenza di strutture oggi più pensate per incontrarsi che non per prendere libri in prestito, come le biblioteche, è sempre attuale. Ed è senz’altro intollerabile che di fronte a edifici bellissimi, ben strutturati, che offrono spazi per leggere, ascoltare concerti e conferenze, e usufruire di tutto ciò che oggi una moderna biblioteca offre, siano appannaggio delle città del centro-nord. Ma è anche vero che le biblioteche le costruiscono le amministrazioni comunali, non lo stato centrale, in accordo con le Regioni.

Dunque, se magari con i Festival si dimostra che esiste una comunità di lettori abbastanza allargata, e che parlare di libri può essere un po’ più interessante che parlare di calcio, e magari i cittadini spingono per avere le biblioteche magari a scuola, io di questi Festival ne farei uno in ogni città.

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Dal 30 maggio al 2 giugno si terrà LIBERFEST, il primo Festival dei lettori giovanissimi, a Firenze e Scandicci, promosso dalle biblioteche della rete provinciale, da Scandicci Cultura, il Comune di Firenze, la Regione Toscana, la Provincia di Firenze, la Tramvia, in collaborazione con l’Università di Firenze e le scuole superiori dell’area fiorentina. Ci saranno incontri con giovani autori, concerti, spettacoli teatrali, reading, conferenze, nelle biblioteche, nei teatri e nelle piazze tra Firenze, Scandicci, Sesto, il Mugello. Mediapartner sono RAI3, Controradio e La Repubblica.

Questa volta i protagonisti sono i LETTORI!

Anzi, ottima. Nanni Moretti è stato nominato presidente della giuria del prossimo Festival del Cinema di Cannes, a maggio. Una bella soddisfazione non soltanto per lui, ma per tutti quelli (e io mi annovero tra questi) che hanno seguito la sua ricerca.

A mio parere si tratta di una ricerca più intellettuale che cinematografica, considerando Moretti un “esploratore” della condizione umana e di alcuni temi essenziali come la solitudine, il rapporto con il potere, la crisi delle relazioni, la caduta dell’ideologia e la difficoltà nella comprensione dell’altro. Temi che hanno contraddistinto una cinematografia scarna, incentrata sugli attori e sulla loro capacità espressiva, ridotta nei movimenti di macchina e sottratta a ogni superflua spettacolarità, dunque ridotta dentro interni se non stanze (come appunto “La stanza del figlio”), a contraddistinguere un discorso interiore.

Per queste sue caratteristiche, Nanni Moretti è molto amato in Francia, ma per fortuna anche nel nostro paese, dove in moltissimi siamo orgogliosi di lui. Bravo Nanni.