archivio

Cucina

tortaEcco qua la torta vegana al cioccolato e pere che ho fatto oggi, seguendo una delle ricette del libretto “Vegano alla mano. Le ricette di Poverovegano” appena pubblicate dalla casa editrice Ouverture.

Che vuol dire vegana? Si tratta di una cucina, si potrebbe dire,del tutto vegetariana, senza uso cioè di uova o altri ingredienti di origine animale (latte, burro, latticini…). Uno pensa: va be’, per un primo ci siamo, ma una torta senza uova? E senza margarina, burro, latte?

vam_coversLa ricetta di questo dolce è semplicissima: farina (250 gr), cacao (75 gr in polvere, amaro), lievito (1 bustina), latte di riso (300ml), zucchero di canna (100 gr), pere (2) e cannella (da spolverare sulle pere a pezzetti). La preparazione è abbastanza veloce, la cottura è di 30 minuti in forno a 200°.

Garantisco che la pasta sta insieme e il risultato è ottimo. Non è vero che vegano è snob, anzi, mi sembra sia vicinissima all’antica cucina popolare e povera, molto semplice. E nemmeno che complichi la vita, anzi: meno ingredienti, quindi meno complicazioni.

Non sono vegana, dunque non sto facendo proselitismo. Ma sono curiosa e secondo me vale la pena provare gusti diversi, senz’altro più leggeri.

Buffo festeggiare il nuovo anno in Marocco, dove ovviamente non si festeggia, almeno così mi dicono, vediamo stasera se ci sarà qualche botto dalle case francesi o americane o spagnole sparse per la città di Rabat, dove mi trovo ora.

Street food

Eccomi a pranzo oggi: come si vede prediligo locali di un certo livello… Be’ si può dire una delle migliori zuppe di legumi mai mangiate. Tra l’altro queste specie di baracchini di strada hanno crepe buonissime, servite con miele, panini caldi (pita) e certe pagnottine di semolino chiamate “harsha” squisite, anche se un po’ inzeppanti. Bisogna bere il té alla menta e vanno giù che è un piacere!

Buon Cenone di Capodanno!

Non che di essere una gran cuoca, ma oggi ho fatto una torta di ananas seguendo una ricetta inglese. E’ buonissima, così consiglio la ricetta. Si tratta della torta “capovolta” all’ananas (tra l’altro, carino il fatto che si capovolga un dolce fatto con un frutto dal nome quasi palindromo). Le ricette inglesi e americane sono più pratiche perché invece di usare i grammi, si usano cucchiai e tazze, così non si diventa matti con le bilance.

ingredientI:

  • 1 lattina di ananas
  • 1/2 tazza di burro (o margarina, io ho usato margarina)
  • 1 tazza di zucchero
  • 2 tazze di farina
  • 2 uova
  • 1 bustina di lievito
  • 1 pizzico di sale
  • 1 tazza di latte (o succo d’ananas, io ho usato questo)
  • 2 cucchiai da tavola di burro (oltre alla tazza)
  • 3/4 di zucchero di canna

 

Miscelare il burro o la margarina con lo zucchero, aggiungere le 2 uova e poi la farina e il lievito , ammorbidendo la pasta con il succo di ananas. Aggiungere un pizzico di sale.

Preparate poi la glassa: in una padella, sciogliere il burro, poi aggiungere l’ananas a pezzetti e lo zucchero di canna, mescolare bene. Mettere questa glassa sul fondo della tortiera, poi versarci sopra l’impasto preparato in modo da coprire tutta la glassa (conviene versare l’impasto non in un unico punto centrale, ma un po’ alla volta intorno e poi al centro della tortiera, in modo da non far spostare i pezzi d’ananas).

Infornare a 180° per 3/4 d’ora. Comunque, controllate la torta in modo che sia ben cotta dentro (io uso sempre uno stecchino per vedere se dentro è asciutta).