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andare in biciErcole Giammarco è presidente dell’Associazione dal simpatico nome Cyclopride. Il volumetto che ci incoraggia a usare la bici, Andare in bici (Garzanti) è veramente carino, ha una bella copertina, è scorrevole, divertente, ci offre molte informazioni, consigli, spunti e potrebbe convincere a scegliere la bici anche chi si trincera dietro i soliti stereotipi (la bici è pericolosa, faticosa, non siamo in Olanda, mancano le piste ciclabili eccetera eccetera).

Se non che a me sorge spontaneo un dubbio. Ma siamo sicuri che un libro sia lo strumento più adatto per far conoscere e apprezzare la bici, per stimolare la curiosità e infondere fiducia nei motoromani? Perché ho come il sospetto che ciclisti e lettori siano un po’ la stessa gente, cioè chi ama viaggiare lento e con mezzi leggeri, non inquinanti o addirittura pubblici, sia più propenso alla lettura, dunque, come me, legga e annuisca, legga per confortarsi.

Certo, ci si augura che un libro così sia letto soprattutto dagli amministratori (per esempio i nuovi che stanno per insediarsi in diverse località), e scoprano progetti innovativi come il “Vento”, che sarebbe un percorso ciclabile (treno+bici) da Torino a Venezia. Che leggano come non soltanto i soliti danesi e olandesi si accaniscono sulla ciclabilità, ma anche, chi lo direbbe mai?, i colombiani. Che i progetti legati al cicloturismo potrebbero offrire un alto ritorno economico (44 miliardi di euro l’indotto potenziale in Europa indicato da uno studio commissionato dal Parlamento Europeo), oltre ai vantaggi di salute, salvaguardia dell’ambiente e della bellezza.

Che vi devo dire? Speriamo che il nuovo Parlamento Europeo e i nuovi sindaci vogliano pedalare.

 

 

GiroToscana_locandinaDal 6 settembre è iniziata una staffetta in bicicletta per le librerie di tutta Italia, che durerà fino al luglio 2015.

Dal 6 settembre al 29 settembre il giro avverrà in Toscana (per informazioni e partecipazioni:

www.letteraturarinnovabile.com

Il Prossimo 14 settembre, anch’io parteciperò alla staffetta in bici. Sarò alla Libreria Cuccumeo di Firenze alle 16, poi seguirò il “tour”. Ecco il programma della giornata:

Anteprima in Toscana: sulle strade dei mondiali di ciclismo

6-29 settembre 2013

14 settembre 2013

Firenze – ciclostaffetta  

In collaborazione con l’Associazione La Nottola di Minerva

Tappa centrale del Giro d’Italia in 80 librerie, la ciclostaffetta di Firenze metterà in luce l’eccellenza

culturale di una delle città più belle al mondo, portando eventi creativi in alcuni tra i suoi

spazi più vivi: laboratori per bambini, letture spettacolari e teatrali, Telegrammi da sogno, fotografia

culturale in azione, buonissimi CentriFugati e torte etiche, Racconti del cielo e una merenda

speciale al Parco delle Cascine.

Un ruolo fondamentale spetta a due biblioteche cittadine: l’Isolotto, da cui partirà la staffetta, e

le Oblate, con omaggio significativo a una delle figure di maggior spicco del panorama culturale

italiano, recentemente scomparsa: Margherita Hack.

Le librerie indipendenti saranno protagoniste della parte centrale della giornata; mentre il Caffè

Letterario delle Murate ospiterà l’incontro tra Cristiano Cavina e Paola Zannoner e

curiosi incontri tra sax, teatro e fotografia con Sualzo. Ma la presenza del Giro a Firenze non

si conclude qui, perché il 27 settembre le biciclette torneranno in città per un evento speciale

con protagonisti Paolo Nori, Marco Vichi, e il gruppo musicale Di Maggio Bros, che

darà il via alla terza stagione del Caffè Letterario.

Quinta tappa, sabato 14 settembre da Pistoia a Firenze.

Ciclisti: Cristiano Cavina e Marco Vichi.

lagerbackIo pedalo, e tu? E’ il titolo del volume dedicato alla bicicletta scritto da Filippa Lagerback (edizioni Gribaudo), meglio conosciuta come modella e conduttrice TV. Lo presenterò domani alla libreria Feltrinelli di Firenze alle ore 18 insieme all’autrice. Che ci sorride in copertina, in sella alla sua bella bicicletta bianca con cestino e nelle pagine interne, in pose scattate in città, in campagna, al parco, al mare.

Il libro infatti, oltre a ricordarci quanto fa bene la bici, non solo alla nostra salute ma all’ambiente e alla vita cittadina, e a sfatare i soliti miti sulla necessità di allenamento e sulla difficoltà di andare in bici in città, offre consigli brillanti, se vogliamo da rivista di moda, ma che possono davvero aiutare tante donne a guardare la bici come un mezzo non solo per “sportive” o “fanatiche”, ma per tutte: in bici si può andare con i tacchi alti, con pantaloni larghi, con gonne e leggins, anzi si può essere assai alla moda sul sellino senza il bisogno di camuffarsi in abiti castigati.

Come si sa, sono una grande sostenitrice della bicicletta, non ho l’auto e mi muovo in città con questo mezzo che considero insostituibile. Mentre l’auto per me rappresenta una fonte di ansia con il parcheggio, il traffico, il tempo sprecato in code infinite, oltre che il costo esorbitante della benzina, la bici mi sembra un grande aiuto per arrivare dappertutto in poco tempo. E poi, ha ragione Filippa: a pedalare si mette in marcia anche il cervello, si pensa, si ricorda, e non ci si infuria. A differenza degli autisti, i ciclisti sono zen.

Ecco una notizia che conforta: nel 2011 sono state vendute 1.750.000 bici, a fronte di 1.748.143 auto immatricolate nello stesso anno. Ebbene, la bici ha sorpassato l’auto!

Eppure sembra proprio che le amministrazioni non riescano a decidersi e continuano a perseguire scelte che non favoriscono il mezzo a due ruote. A Londra in due anni sono stati realizzati 500 chilometri di piste ciclabili, e i londinesi comunque non sono soddisfatti. Nelle nostre città, invece, costruire le piste sembra un progetto faraonico, dispendioso e futile, un contentino agli ecologisti, quando basta dare un’occhiata alle strade e si vede che sulle bici non ci sono soltanto bambini o ragazzi alternativi, ma tutti.

Sarebbe meglio superare il concetto della bici come scelta di pochi, scelta puramente ambientalista o vacanziera e, cifre alla mano, considerare il mezzo come oggi indispensabile alla mobilità in città congestionate, pedonalizzate e in crisi di parcheggio. L’occasione è sempre lì a portata di mano: chi vuole governare, insomma, prima di tutto pedali.

 

 

Vengo a Londra ogni tanto e ogni volta la città e cambiata e bisogna proprio dire in meglio. Così, questo da una parte meraviglia e rallegra, dall’altra sconforta per il confronto con l’essperante lentezza di qualsiasi progetto nel nostro paese.

Per esempio le bici. L’ultima volta che sono venuta qui, lo scorso anno, non c’era una bici in giro. Non c’era nulla che faceva pensare a Londra come città ciclabile. Del resto, quando mai lo è stata? Erano tipici i taxi, che sono sempre quelli neri fatti un po’ come cassettoni, erano tipicissimi i bus rossi a due piani, ma le bici?

Fatto sta che dopo una serie di bruttissimi incidenti mortali, il Comune ha preso la decisione di incoraggiare l’uso della bicicletta e ha fatto alcune scelte. Ha realizzato le piste ciclabili dove ecco subito apparire un notevole numero di ciclisti, attrezzati con caschetti e giacchette e zaini. Ha fatto mettere le rastrelliere e soprattutto ha promosso il bike hire come a Parigi. Certo, ti dicono i londinesi con espressione critica, le piste ciclabili non sono dappertutto, sono scollegate… E tu rispondi: Ma davvero? Ahi, male! Bisognerà che miglioriate, eh… E dentro di te pensi che in un anno questi hanno fatto quello che noi abbiamo impiegato vent’anni a fare in modo tentennante e mai efficiente.

Fra l’altro, ovviamente sulla bici si è costruita una campagna promozionale: il concorso fotografico, il concorso letterario per le scuole, i parties, i tour… Qui la campagna si chiama Bikeminded, e se noi la chiamassimo Bicidea, ma soprattutto SI FACESSE?

Ma no, non mi imbarazza recensire un volume dove c’è anche un mio contributo. Si tratta di Attenzione ciclisti in giro a cura di Marco Pastonesi e Fernanda Pessolano (Ediciclo).

Prima di tutto perché è un volume sulla bicicletta, e tutto quel che può servire ad incentivare l’uso della bicicletta è benvenuto.

Secondo, perché è un libro della simpatica casa editrice Ediciclo, che con passione e competenza lavora da anni su testi, narrativi oltre che divulgativi, che girano intorno al ciclismo e alla cultura ciclistica. Anche per questo volumetto, la grafica è assai curata, di grande impatto visivo.

Inoltre, perché i contributi sono veramente tanti per altrettanti temi, alcuni di facile connessione, come musica e bici (chi non conosce la canzone “Bartali”?) e anche viaggi, scrittori, ciclismo, città, ma… Pasolini? Bene, scopriamo che da giovane in bici andava a insegnare, viaggiava, macinando centinaia di chilometri, finchè, a Roma, Fellini non gli regalò la 600.

Ricchissimo di bibliografie (non a caso la curatrice Pessolano è animatrice di percorsi di lettura ed espositivi), il libretto ci mostra come della bicicletta, a differenza di altri sport, non si occupano solo giornalisti sportivi o ciclisti, ma tutti: grandi e, come è toccato raccontare a me, piccini.