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Abbotsford1Chissà se qualcuno, in Italia, legge ancora i poderosi volumi di sir Walter Scott? Ieri sono passata vicino alla sua dimora, non atavica ma da lui ricostruita e arredata in stile medievale. Adorava, il nobiluomo letterato, l’antichità feudale o dei clan scozzesi che celebrò nel famoso “Ivanhoe”, un tomo che quando era bambina ci veniva inflitto, non dico dai maestri che per fortuna si tenevano alla larga dalla grande letteratura e optavano per la fiaba, ma da quei parenti o dagli amici dei genitori che, vedendoti lettrice, subito si affrettavano a donarti il classico per qualche occasione importante.

ivanhoeRicordo perfettamente il mio volume con copertina rigida e tavole illustrate, un libro che devo aver disperatamente affrontato, per esserne tristemente sconfitta. Ovvero non l’ho mai terminato, anzi devo averlo riposto da qualche parte e al primo trasloco familiare (da bambina ne ho vissuti alcuni) averlo regalato con finta generosità a qualche compagno.

Ora, non è detto che un libro sia sempre ottimo se “classico”. Nel tempo gli autori si sono fissati su certi temi come l’onore guerriero, la fedeltà al clan e alle antiche tradizioni, l’eroismo in battaglia, che oggi sono passati di moda. Quindi, se qualcuno cade nell’oblio, che vi devo dire? Pazienza
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roslinLa piccola e probabilmente semisconosciuta (fino a qualche anno fa) cappella di Roslin, a poche decine di chilometri da Edinburgh, è diventata meta turistica dopo che Dan Brown ne ha parlato nel Codice Da Vinci. Non che sia poi questa gran meraviglia, è una chiesetta in stile gotico (molto tardo, costruita a metà del ‘400), che adesso gode di una minuziosa e attentissima cura.

Tutti lì a fotografare l’esterno e a osservare, persino con i binocoli, ogni dettaglio, ogni intarsio, ogni capitello. Come non si fa neanche a Notre Dame, dove verrebbe il capogiro. Potenza della narrativa contemporanea globale! Se non altro, in questo modo, si salvano siti antichi, perciò non resta che augurarsi che Brown scopra anche gli Etruschi, così certi luoghi deserti e mal tenuti diventeranno dei sancta sanctorum.

fringeGrande affollamento per le strade di Edinburgh dove in questi giorni si tiene il Fringe Festival, il festival di musica e teatro dedicato ai giovani ed emergenti, singoli o gruppi. Per strada, le compagnie invitano gli spettatori esibendosi in brevi performance e offrendo volantini d’invito, una promozione simpatica che trasforma la via principale della città in un pullulare di canzoni, recite, danze, attori in maschera, giocolieri, mimi…

Altrimenti che succederebbe in una città nordica, abbastanza piovosa e senza grandi attrattive turistiche se non il massiccio e un po’ sinistro castello che domina la città? Ci sarebbe il deserto. Invece, un Festival di arti performative rende viva e piena di gente la città e negli anni diventa un appuntamento sempre più interessante.

fringe2Il Festival Internazionale di Edinburgh inizierà il 16 agosto e durerà fino a settembre. Ma prima, nei dieci giorni di agosto, quando arrivano già molti turisti da tutta Europa, perché non offrire spazio e possibilità ai giovani, agli studenti delle università o delle accademie, delle scuole di ballo o di musica? Magari in questo modo i ragazzi e le ragazze si sentono protagonisti, valorizzati e ascoltati e chissà che non emerga persino qualche talento come il giovane e brillante cantautore scozzese Paolo Nutini, che di italiano ha solo il nome.